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Lunedì 20 Agosto 2018
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01/10/2017

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21/09/2017

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08/02/2018

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10/11/2017

“La Felicità? Ve la do io!”: essere felici secondo Alessandra Hropich.
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09/06/2017

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12/02/2018
L’Idiotismo dell’antifascismo, in assenza di fascismo.

A Piacenza un Carabiniere viene aggredito a terra e pestato selvaggiamente dagli antagonisti, nel corso di una manifestazione contro il fascismo.

Un sabato da dimenticare quello del 10 febbraio per la democrazia e l’ordine pubblico in Italia.
A Torino, l’ultrasinistra si è radunata in un corteo che intendeva rappresentare la mobilitazione antifascista, difeso dal PD, in un accorato intervento in consiglio comunale e da Liberi e Uguali, partiti che si candidano a governare , ma non guariscono dall’estremismo che è insito nel loro DNA di totalitari, ed autorizzato con prontezza dal prefetto.

La tensione è scoppiata nel corso della manifestazione contro una testimonianza di profughi giuliani affiancati e difesi da Casapound, per commemorare i caduti delle Foibe.

Nella stessa piazza, con la leggerezza con la quale si garantisce l’ordine pubblico, era stato indetta la contromanifestazione antifascista con circa 300 persone: una ventina di loro è andata all'attacco con fumogeni, bottiglie, uova e pietre dei reparti di polizia e carabinieri.

Ma i vertici del Viminale hanno espresso “soddisfazione” per la “sostanziale tranquillità”.
In effetti, i facinorosi hanno seminato panico nella già martoriata barriera di Milano e recato oltraggio alla lapide che ricorda le vittime del cinismo delinquenziale dei comunisti titini che hanno gettato vivi nelle Foibe, cittadini italiani senza colpe.

Ma la situazione più grave che segna il livello del clima di violenza in cui siamo precipitati in Italia, si è avuta a Piacenza.
La tensione era già palpabile in seguito al corteo promosso in mattinata dall’Anpi. Nel pomeriggio è stata la volta degli antagonisti dell’ultra sinistra a manifestare contro il neofascismo e l’apertura di una sede di CasaPound.

Il grosso dei collettivi era arrivato a Piacenza in mattinata da altre città del nord Italia. L’ intento dei quattrocento manifestanti, perfettamente riuscito, consisteva nell’ aggredire le forze dell'ordine che presidiavano il centro cittadino.

Un carabiniere è stato circondato e pestato a sangue freddo da un gruppo di ultrà che si sono poi dati alla fuga nelle vie del centro cittadino. Il corteo della sinistra antagonista, con bastoni e quant’altro al seguito era stato autorizzato dalla Questura.

I momenti di tensione con le forze dell’ordine, si sono verificati durante il percorso in via S. Antonino, dove il corteo si sarebbe dovuto disperdere.
Una frangia di manifestanti, armata anche di sassi, ha tentato di sfondare il cordone di carabinieri fino allo scontro.

Il carabiniere, che é scivolato e si trovava a terra, è stato brutalmente aggredito da un gruppo di manifestanti ed ha riportato una frattura scomposta a una spalla, con una prognosi di 40 giorni. Feriti in maniera più lieve anche altri quattro colleghi.

Giorgia Meloni e la locale sezione di Fratelli d’Italia hanno manifestato sdegno per l’accaduto.
A nostro avviso, una grave responsabilità dovrà ricadere su colui che comandava questo manipolo di Carabinieri.
Non si lascia a terra un collega, non si abbandona nessuno.
Anziché scappare, il responsabile avrebbe dovuto ordinare una carica per andare a soccorrere il carabiniere in difficoltà e per portarlo al sicuro dopodiché ci stava pure la ritirata strategica vista la disparità delle forze in campo.

La politica militante ha taciuto e i giornali compiacenti hanno sostanzialmente minimizzato il grave episodio.

La ministra Pinotti tanto attiva nel passato per voler la "fucilazione sul posto" di un CC che nella propria stanza aveva una bandiera della MM imperiale tedesca, oggi tace non dice nulla su quanto accaduto a Carabiniere martoriato, come se il fatto non fosse esistito.

Il Partito Comunista e gran parte dei massimi dirigenti poi riciclati nella diverse sigle ed edizioni, hanno sempre banalizzato i fenomeni eversivi e quando le Brigate Rosse ed altri sedicenti gruppi della Lotta armata mietevano vittime innocenti, al limite si limitavano a definirli “compagni che sbagliano”, per cui non siamo stupiti, né tantomeno scandalizzati che la Storia si ripeta.

Vorremo però sottoporre all’attenzione di coloro che, come il sindaco di Milano ed lo sprovveduto consigliere comunale di Torino che sentenziano sulla necessità di mobilitarsi ogni qual volta si parli di antifascismo, senza se e senza ma, il giudizio di un intellettuale che, pur non facente parte della vociante e disgustosa schiera degli “evirati cantori”, non può certo essere etichettato di destra o di moderatismo.

Il filosofo e politologo Diego Fusaro, ha concluso un documentato articolo con la seguente affermazione “L’odierno antifascismo in assenza di fascismo è un’arma del capitale contro ogni movimento e ogni idea di liberazione nazionale dei popolo, subito diffamati, demonizzati e ostracizzati come fascisti, populisti e rossobruni. Solo due cose non hanno limiti: il capitale e la stupidità umana”.

Chi ha cervello per riflettere, cerci d’impegnarsi a non rendersi oltremodo ridicolo!

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